Chi è Tammy Abraham?

Ma chi è Tammy Abraham? Può fare bene in Serie A? Scopriamo insieme le sue caratteristiche e carriera.

 

Kevin Oghenetega Tamaraebi Bakumo-Abraham, meglio conosciuto come Tammy Abraham è nato a Londra il 2 ottobre del 1997, è un calciatore inglese con origini nigeriane.

 

Cresce nei settori giovanili del Chelsea, dal 2004 fino al 2015, per esordire tra i professionisti sempre con i blues, il 16 maggio 2016 nella partita di Premier League contro il Liverpool, subentrando al 74º minuto di gioco al posto di Bertrand Traoré.

 

In quella stagione trova solo due presenze e così,  Lee Johnson, l’allenatore del Bristol lo convinse a lasciare Londra per la prima volta per fare esperienza altrove.

 

A 20 anni chiude la sua prima vera stagione da professionista, proprio da Bristol parte la sua scalata. Con 23 goal in 41 partite di Championship. Numeri importanti per un ragazzo così giovane, e lo Swansea decide di puntare su di lui, facendolo diventare titolare, anche lì, protagonista assoluto.

 

Ma la stagione non andò tanto bene e la squadra gallese andò in serie B, e allora il Chelsea ancora proprietario del suo cartellino, lo gira in prestito all’Aston Villa. E qui lui esplode definitivamente.

 

Con la maglia dei Villains un’altra annata da incorniciare, con 26 goal in 40 partite e uno sgarbo al Derby County di Frank Lampard, il cui destino incrocerà a breve.

 

Infatti nella stagione successiva, ritorna alla casa madre, con Lampard che diventa il nuovo tecnico dei Blues nell’estate del 2019 e inizia, nelle intenzioni della società, una nuova era. Con l’ex bandiera del Chelsea i giovani iniziano ad avere più spazio, a partire da Mount e Tomori, e anche Tammy ha le sue chance.

 

In quella stagione brillante, Abraham ha ripagato la fiducia del club con 18 reti complessive.

Ma dall’arrivo di Thomas Tuchel in panchina, ha avuto come principale conseguenza un netto calo di utilizzo di Abraham.

 

Alto 190 centimetri, fisico longilineo, Abraham gioca tradizionalmente da punta centrale per via delle sue lunghe leve e del fisico robusto. Ma è anche un attaccante molto rapido e reattivo, con una discreta tecnica, che gli consente di essere impiegato all’occorrenza anche da esterno offensivo.

 

In campo aperto è incontenibile e ha un ottimo fiuto per il gol. 

 

Nell’uno contro uno è difficilmente arginabile, per fermarlo è sempre obbligatorio un raddoppio di marcatura.

 

La sua imprevedibilità disorienta i marcatori che non sanno mai se andrà dritto sul fondo per un cross o punterà di prepotenza verso la porta avversaria. In possesso di buone doti balistiche, sa rendersi pericoloso da ogni distanza.

 

Potrebbe fare molto bene in serie A, ha tutte le qualità necessarie e una grande possibilità di crescita. 

 

Potrebbe fare anche una grossa plusvalenza nel tempo, perché se cresce bene, imparando i movimenti e tatticismi italiani, potrebbe diventare tra i più forti al mondo.

 

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