Roberto Firmino Barbosa de Oliveira, è nato a Maceio nello stato di Alagoas, Brasile, il 02 ottobre del 1991. Viene da una realtà molto particolare, una zona molto povera del Brasile, un luogo che non aveva mai avuto una stella come lui.

Viveva nella zona di “Virgem dos Pobres” cioè, “Vergini dei poveri”, dal nome si capisce tutto. Uno dei posti più violenti e corrotti dello stato, una zona dove anche la polizia ha paura di entrare.

L’unica cosa bella per Firmino, era la vicinanza da casa sua allo stadio della città, lo stadio Rei Pelé. E così da quando nato, Roberto sentiva il calore e il tifo che veniva dal campo, si era appassionato e dormiva molte volte da bambino, sentendo i cori e il casino che faceva la torcida.

Dormiva letteralmente con il pallone da calcio al posto dell’orsacchiotto, era così fanatico del pallone, che la famiglia molte volte lo doveva chiudere a chiave in casa per non farlo giocare con gli amici per strada, volevano che il piccolo Firmino studiasse, ma lui non era d’accordo e spesso scavalcava le mura di casa per andare a fare due o tre partite.

Roberto infatti cresce un pò per strada, giocando e combinando anche un pò di casini in giro, per quelle strade violente e ingiuste della città, ma che con il tempo sono diventate per lui una grande scuola di vita e di calcio.

Sua madre non lo aiutava con il calcio, voleva che suo figlio studiasse sempre, perché riteneva che lo studio era fondamentale per farli uscire da quella brutta realtà dove vivevano, che con lo studio ci sono più possibilità di riuscita, ma Firmino non ascoltava volentieri la madre e non stava mai attaccato ai libri, voleva giocare, non c’era niente da fare, voleva rischiare tutto in quell’ambito.

Ora, Firmino capisce meglio cosa intendeva la madre, sa che per avere successo nel calcio ci vogliono tanti attributi e fortuna, perciò ringrazia tutti i giorni i familiari per il sostegno successivo che hanno dato per la sua carriera.

Giovanili

Firmino voleva sempre giocare, allora la famiglia lo lascia fare, per forza! Arriva alla squadra locale del CRB, a soli 13 anni, e fu proprio in una delle partite che giocava con quella squadra che incontrò, l’uomo che lo avrebbe portato con sé per conquistare il mondo, un dentista! Proprio così, Marcellus Portella, si trovava a guardare la partita tra i ragazzi del CRB quando vide giocare Firmino nel 2006, quando era appunto il dentista del club, rimanendo molto colpito dal giovane.

Aveva capito subito che quello aveva molto talento. gli era sembrato strano che nessun altro aveva intuito ancora quanto era speciale il giovane. Andò subito a parlare con i genitori di Firmino, diventando così il suo procuratore.

Oggi Marcellus Portella è considerato un membro della famiglia, per tutto l’aiuto e cura che ha avuto nella carriera e vita di Roberto Firmino, ha avuto una visione longeva sul potenziale umano e calcistico del ragazzo, la sua riconosciuta umiltà e tenacia è stato di insegnamento a Firmino.

Al CRB, non veniva valorizzato come voleva, la squadra purtroppo non aveva capito quello che Marcellus vedeva, perciò il dentista si diede da fare per trovare un’altra collocazione a Roberto. Il tempo passava e il giovane non voleva rimanere più in quella piccola società di piccole vedute.

Finalmente qualche mese dopo, Marcellus riuscì a trovare una grande opportunità, fare un provino in una grande società come il São Paulo Futebol Club, ma durante il provino le cose non andarono per il meglio, solo nel guardare il ragazzo, i coach del club lo hanno scartato, senza farlo giocare con il pallone.

Marcellus e Firmino delusi dall’accaduto, erano pronti a tornare a casa, ma Marcellus pensò che doveva provarci ancora, contattare altri club, visto la lontananza da casa, parliamo di migliaia di chilometri, sarebbe stato stupido non farlo. Così dopo una settimana, con l’aiuto di Abelha, capo scout del settore giovanile del Figueirense, sono riusciti ad organizzare un provino proprio nella squadra di Santa Catarina.

Il provino fu spettacolare, Firmino aveva colpito nel segno, infatti il club lo voleva con sé, ma vivere lontano 3200 chilometri da casa non era una cosa semplice per un ragazzino. Sapeva però che era necessario, rimasto a Santa Catarina per iniziare per davvero la sua carriera come calciatore, il suo sogno cominciava.

Il giovane Roberto Firmino è rimasto per un intero anno lontano dalla famiglia, che per motivi economici non lo poteva andare a trovare e lui con tutti gli impegni e senza soldi era bloccato lì, ma tutto andava alla grande con il suo nuovo club, la società era entusiasta del ragazzo, soprattutto l’allenatore Emerson Moreira, rimasto incantato dai piedi del ragazzo. Durante i test infatti, Firmino aveva segnato in mezzora due gol in rovesciata e passaggi ad effetto mai visti da quelle parti.

Era così bravo che nel 2009 dopo aver giocato la coppa São Paulo, con il nuovo club, fu visto dagli scout dellOlympique de Marseille, che lo invitarono in Francia per fare dei test, il ragazzo ora per la prima volta andava all’estero, un grande club straniero era dietro le sue tracce.

Partito per la Francia, ha dovuto fare lo scalo in Spagna, tra Brasile e Spagna in quel periodo c’era molta tensione diplomatica, la Spagna blocca i brasiliani in arrivo e li rimanda a casa, compreso Firmino che non ci arriverà a Marsiglia. Il club ha chiamato l’ambasciata e la polizia spagnola senza riuscire a farli ragionare.

Ma Firmino dopo essere stato rimpatriato, insieme al club, comprano un biglietto diretto per la Francia e finalmente dopo tanto casino il giovane sbarca in Europa, si allena per settimane con il suo nuovo potenziale club, che lo voleva mettere sotto contratto, ma la richiesta finale di 1 milione di euro di clausola rescissoria, ha spinto l’Olympique a non mettere sotto contratto Roberto che tornò in Brasile deluso e arrabbiato per quel disaccordo.

Diventa professionista

Il Figueirense però aveva altri piani per lui, fu messo subito dopo il ritorno come titolare della squadra Senior, pronta a giocare la serie B brasiliana da protagonista, la missione era riportare il club di Florianopolis nella massima serie.

La squadra fu la rivelazione del campionato di B, arrivando seconda, con un Firmino incredibile, che a soli 17 anni segnò 8 gol decisivi per la promozione in A, tutti i scettici furono zittiti dalle prestazione della squadra, che giocò il calcio più spettacolare della stagione, si sono viste le qualità del giovane Roberto Firmino, un giocatore che oltre a segnare, causava sempre scompiglio nelle difese avversarie, un giocatore imprevedibile che crea sempre spazio ai compagni, con assist e inserimenti impossibili.

Così a fine campionato, il club riceve un’offerta di 4 milioni di euro da parte del modesto Hoffenheim, uno dei più grandi, se no il più grande colpo di mercato della storia del club tedesco. Quel giovane avrebbe fatto cose clamorose con quella maglia, diventando protagonista in Europa, facendosi conoscere in tutto il mondo.

Arrivato ora in un altro continente così giovane, senza conoscere la lingua locale, con una mentalità e abitudini diverse, non fu facile l’ambientazione. Si è ritrovato come unico brasiliano del club, non c’era nessuno che lo poteva aiutare a capire cosa succedeva e cosa doveva fare per entrare alla grande nel giro dei titolari, diciamo che tutti gli altri giocatori non erano propensi ad aiutarlo.

I primi tre anni furono molto duri, vivere in un mondo così diverso, senza giocare come pensava, è stato molto pesante per lui, ma non ha perso mai la concentrazione sugli obiettivi che voleva raggiungere, il suo talento era evidente, ma era ancora molto incostante, con tutto quel tatticismo e fisicità del calcio tedesco, doveva migliorarsi giorno dopo giorno.

Infatti dal quarto anno in poi, è diventato un titolarissimo, con giocate incredibili, faceva tanti assist e gol, nel 2013/2014 esplode con assistenze, gol e giocate fantastiche, con 22 gol e 16 assist, stava nascendo una nuova stella nel panorama calcistico mondiale, così fu chiamato anche in nazionale, per poco non partecipò ai mondiali del 2014.

Tra Brasile e Liverpool

Fu convocato per la Copa America del 2015, ormai veniva richiamato sempre in nazionale, era pronto per esplodere come talento mondiale, infatti il Brasile ha giocato quella competizione con un ottimo Firmino, che segnò anche 1 gol, lasciando ottime impressioni a tutti.

Fu annunciato durante la competizione, come il secondo acquisto più costoso della storia del Liverpool fino a quel momento, proprio durante la Copa America, andare al Liverpool, una delle squadre più forti della storia del calcio, fu qualcosa di unico nella carriera di Bob Firmino, così lo chiamano ora in Inghilterra, un’operazione da 41 milioni di euro.

Pensa che il calciatore veniva seguito da tantissimo tempo dal club inglese, nessuno poteva credere che già all’epoca del CRB e Figueirense. La giornalista Melissa Red, ha detto che la scheda di valutazione del calciatore fornita dalla società indicava tutti i piani per Firmino dal lontano 2008, Quando Firmino passò all’Hoffenheim, lo scout che lo seguiva non era molto contento perché sapeva già che quel ragazzo poteva diventare molto forte fin da subito.

Nella sua scheda c’era scritto: Ragazzo con molto talento, energia, intelligenza, efficienza, etica del lavoro e multifunzionale. Uno che lavora molto senza palla, e si allena sempre con un bel sorriso stampato sul viso.

L’attacco del Liverpool in quelle ultime stagioni era scarso e tutti gli investimenti fatti con la vendita di Luiz Suares, andarono in fumo. Diversi giocatori avevano deluso, anche un bruttissimo Balotelli, e Rogers allora allenatore, si trovava con molte difficoltà. Sono arrivati buoni giocatore insieme a Bob, ma fu solo con l’arrivo del mitico Klopp che il Liverpool diventò la squadra più temuta del mondo.

Lo stile di gioco imposto dal neo allenatore era perfetto per Firmino, molto dinamico e creativo, con una mentalità tipica tedesca, una mentalità molto conosciuta dal calciatore brasiliano, visto la sua avventura precedente.

Roberto ora è considerato uno degli attaccanti più forti del mondo, può giocare in qualsiasi ruolo lì davanti, ha uno spirito libero e tiene sempre quel bel sorriso che fa la differenza.

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