La nuova Juventus, tra sogni di gloria e ricerca dell’equilibrio

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Questa sessione di calciomercato, come è noto, rimarrà negli annali della Serie A, perché ha portato in dote alla Juventus ( e alla Serie A) Cristiano Ronaldo, uno dei più grandi fuoriclasse degli ultimi decenni (qualcuno direbbe il più grande, ma non è il caso di riaprire l’infinito dibattito), aumentando esponenzialmente i sogni di gloria in Champions League della squadra bianconera.

Lo stesso portoghese ha caricato l’ambiente, sostenendo di voler “fare la storia della Juventus”, e non c’è dubbio che le ambizioni siano pienamente giustificate, dato che la squadra di Mister Allegri viene già da sette scudetti consecutivi- un record- e quindi parte da una base già solida.

Indubbiamente, però, ciò che smuove i pensieri di ogni tifoso, calciatore e dirigente bianconero ha sempre lo stesso nome: Champions League.

La coppa dalle grandi orecchie, per le zebre di Torino, è ormai una vera e propria ossessione, visto che le tante finali perse, per sfortuna o demeriti propri, si sono ormai accumulate negli anni, facendo della Juventus, in questo senso, una “Benfica Italiana” ( l’altra grande squadra europea che sembra colpita da una maledizione per quanto riguarda le competizioni internazionali); quindi la voglia di sfatare questo tabù è grande.

Chissà, forse l’acquisto di Cristiano Ronaldo ha anche una valenza scaramantica: chi meglio del killer per eccellenza delle ultime finali perse dalla Juventus, per portare finalmente a Torino quella coppa tanto desiderata, e vinta per l’ultima volta nel lontano 1996?

Certo, c’è di più: Ronaldo è un talento purissimo, un personaggio carismatico e un realizzatore incredibile: la squadra con lui salirà certamente di livello, ma…

Ma c’è un però, che risponde al nome di prudenza, una parola che spesso ha fatto rima con Juve, e che invece quest’anno sembra non essere di casa, da quelle parti.

La Juventus non ha mai lesinato a spese, quando ne aveva le intenzioni e le possibilità, ma quest’anno sembra abbia spinto sul tasto acceleratore della grandezza, e abbia fatto a meno della prudenza, per quanto riguarda le cessioni e la costruzione del gruppo.

Non credo si sia fatta molta attenzione, tra i commentatori, riguardo alla partenza di colonne come Buffon, Lichsteiner e Marchisio, che oltre all’apporto tecnico, che comunque si può sostituire, portavano in dote alla squadra la coesione storica attorno al club, la forza di resistere nei momenti difficili, e le parole giuste da usare in campo per spronare o “svegliare” i più giovani.

Inoltre, la carta d’identità comincia a pesare sul reparto arretrato della Juventus, e indubbiamente la cessione di Caldara al Milan per riportare alla base il contestato Bonucci è stata una scelta che ha lasciato qualche dubbio, unita alla rinuncia ad Higuain, che portava in dote molte reti all’anno.

Certo, la Juventus a livello offensivo ha una batteria che desta impressione: Cristiano Ronaldo, Mandzukic, Bernardeschi, Dybala, Douglas Costa… senza contare l’importante innesto di Emre Can a centrocampo ( se ritroverà presto la condizione dopo il grave infortunio dell’anno scorso) , e quindi resta assolutamente favorita per ogni competizione; ma dovrà trovare un necessario equilibrio, che quest’anno sembra essere il punto decisivo da migliorare: la sofferta vittoria con il Chievo Verona alla prima giornata di campionato ha già dato indicazioni chiare in questo senso.

Insomma, mai come quest’anno la Signora del campionato sarà contesa tra grandezza e prudenza, segno distintivo della sua storia.

Basterà un Fenomeno a spezzare la maledizione europea?

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