Questo giocatore è diventato uno dei più forti del mondo in pochi anni, passando dal Fluminense al Real madrid, brillando nei campi più importanti del mondo.

Un giocatore venuto dal nulla, con passione e determinazione ha cambiato il suo destino.

Marcelo Vieira da Silva Jùnior, è nato a Rio de Janeiro nel 1988.

Viveva in povertà, e con mille difficoltà, la famiglia tirava avanti giorno dopo giorno. La sua passione per il calcio era come innata in lui.

Dormiva con il pallone da calcio, invece dell’orsacchiotto. Lo portava ovunque con sé, giocava a calcio anche dentro casa.

Quasi tutti i giorni, da quando aveva 6 anni, portava il suo pallone da calcio in un campetto che si trovava sulla spiaggia del Botafogo.

In questo parco vicino alla spiaggia, c’era un campo da calcio a 5, dove andava a giocare quasi sempre.

marcelo 1 - Marcelo Vieira, il campione venuto dal nulla

Viveva nel quartiere del Botafogo, dove era nato, infatti trovava sempre qualche tifoso della squadra locale, per strada e nei campi dove andava a giocare, facendo conoscenze con altri bambini oppure guardando i più grandi, osservando come calciavano i più bravi.

Da piccolo, dipingeva sulle mura della città, per i mondiali del 1994 e 1998, l’immagine di Ronaldo il fenomeno e gli altri protagonisti della nazionale. In quei periodi, tutto il vicinato lavorava per realizzare i disegni, fare gli allestimenti e vivere a pieno i mondiali di calcio così sentiti da quelle parti. 

romario no avião da muamba - Marcelo Vieira, il campione venuto dal nulla

Si ricorda bene, l’arrivo di Romario in Brasile dopo la vittoria del mondiale, fuori dalla cabina di pilotaggio, un’immagine che segnò la sua infanzia, un’icona che per il piccolo Marcelinho, fu importantissimo per la sua volontà di diventare un campione anche lui.

Alcuni giorni stava per conto suo, giocando da solo, immaginando di essere già un calciatore professionista, improvvisando dribbling, giocate acrobatiche, passaggi e tiri in porta. Una vera simulazione, un sogno che si realizzerà più avanti.

marcelo vieira nonno - Marcelo Vieira, il campione venuto dal nulla

Il nonno è stato fondamentale nella crescita del piccolo Marcelinho, ci credeva tanto che potesse diventare un giocatore di calcio.

Era disposto a sacrificare tutto per lui, è la persona più importante della storia di Marcelo, infatti lo portava sempre agli allenamenti con una “Variant”, una macchina degli anni 60’.

Volkswagen 1600 TL Variant 1968 - Marcelo Vieira, il campione venuto dal nulla

Quando Marcelo aveva 8 anni, iniziò a viaggiare molto con la sua squadra di calcio a 5 per fare i vari tornei ed allenamenti in giro per la regione, fino ad arrivare alla squadra del Fluminese, ed era molto costoso viaggiare in macchina, il costo del carburante era molto elevato all’epoca in Brasile.

Infatti il nonno ha deciso di vendere la propria macchina, quella macchina che aveva da tantissimi anni, per realizzare i sogni del ragazzo, con i soldi della vendita, ha comprato per molto tempo, tutti i biglietti dell’autobus e cibo che servivano a Marcelo per crescere.

Il nonno però non era triste per questo, ma era felicissimo di poter aiutare il nipote, infatti andava in giro raccontando il fatto che il suo nipote era il miglior calciatore che conosceva, che sarebbe diventato uno dei migliori al mondo.

Quando tornava a casa, diceva al padre di Marcelo, che lo doveva andare a vedere, che giocava in modo incredibile, che avrebbe fatto la storia di Rio. Ma suo padre doveva sempre lavorare ed era triste del fatto di non poter vedere il proprio figlio giocare.

Il giovane Marcelo giocava alla grande nella squadra del Fluminense di calcio a 5, era sempre tra i migliori, si distacca sempre, uno dei più talentuosi, i sacrifici della famiglia avevano già portato dei frutti.

maggiolino arancione scaled - Marcelo Vieira, il campione venuto dal nulla

Quando Marcelo compì 12 anni, la sorpresa fu grande nel vedere il nonno arrivare con una macchina nuova, un maggiolino arancione, è arrivato e ha detto: << dai entra, oggi torniamo in macchina a casa! >>. Marcelo era commosso, uno dei migliori ricordi che ha della sua infanzia, ormai protagonista della sua squadra, sentiva che tutto sarebbe andato alla grande, ed era molto contento per il nonno e il suo nuovo bolide.

Ma sapete come era riuscito il nonno ad avere quella macchina? Aveva scommesso in un gioco d’azzardo, conosciuto in Brasile come “O Jogo do Bicho”.  Non scommetteva mai, ma quel giorno andò a giocare e riuscì a vincere.

Ai 15 anni, dopo ottime prestazioni con la squadra di calcio a 5, Marcelo fu invitato a giocare nella squadra primavera del Fluminense, un’opportunità unica per la sua carriera, ma c’era un problema, il campo di allenamento era molto lontano da casa, a 2 ore di macchina.

Così Marcelo decise di restare nel paese di Xerém, lontano dalla famiglia, si organizza con il club, che concede al ragazzo un posto letto in uno dei suoi dormitori.

La famiglia era triste per la lontananza, ma era l’unico modo per continuare la sua grande avventura, vedeva poco il padre quando era a Rio de Janeiro, ora non lo vedeva proprio, solo il nonno che aveva due spiccioli, lo andava a trovare ogni tanto, e qualche sabato, con il suo vecchio maggiolino lo riportava a casa dalla famiglia per il fine settimana.

Marcelo era stanco di stare lontano da tutti, e mentre gli altri andavano a casa dalle loro famiglie, lui restava sempre in sede del club, si allena giorno e notte, ma quando arrivava il giorno della partita restava sempre in panchina.

Si sentiva uno schiavo del calcio, si allenava più di tutti, ma non aveva soldi per uscire, veri amici per condividere del tempo, lontano da casa si sentiva perso. Spesso qualcuno lo prendeva in giro, dicendo che andava al mare, sapevano benissimo che lui non si poteva muovere da lì.

Un giorno infatti Marcelo, quando vede il nonno arrivare per trovarlo, dice: <<Basta! lascio tutto, voglio tornare a casa>>. Ma il nonno iniziò a piangere profondamente, e ha detto al piccolo Marcelo: << vuoi mollare adesso, dopo tutti i sacrifici che abbiamo fatto! Non lo puoi fare! Ti voglio vedere giocare al Maracanã!>>. Così Marcelo aveva il cuore in mano e rispose al nonno che avrebbe provato ancora per un altra settimana.

marcelo flu - Marcelo Vieira, il campione venuto dal nulla

Due anni dopo, Marcelo entrò in campo, in quello stadio sognato da tanto tempo, in quel campo magico del Maracanã, per la squadra senior del Fluminense. Suo nonno era in lacrime, dagli spalti tifava per lui come sempre.

Era così bravo a giocare come terzino sinistro, con quei piedi magici, quella velocità nel dribblare, che tantissime squadre europee lo sondavano, infatti ha saputo che la squadra del Cska Mosca lo stava seguendo in maniera molto avanzata, come anche il Siviglia.

Ma un giorno Marcelo riceve una chiamata da parte di un agente, che dice, come se fosse la cosa più naturale del mondo: <<vuoi giocare al Real Madrid?>> pensava fosse uno scherzo ma rispose subito di si. Lui non sapeva chi fosse quella persona al telefono, che continuò dicendo: <<ascoltami bene, tu andrai al Real Madrid, ricordati bene quello che ti sto dicendo!>>.

Dopo due settimane, mentre Marcelo si trovava a Porto Alegre per giocare con il Fluminese, il Real Madrid inviò qualcuno per incontrarlo in albergo, quando Marcelo lo incontrò, questo non aveva la divisa del Real, nemmeno un biglietto da visita. Quel signore iniziò a fare domande a Marcelo, del tipo: <<Ma tu hai la ragazza? Con chi abiti?>>. Sconcertato, Marcelo non aveva capito bene cosa succedeva, non sapeva se fidarsi di quelle persone, era troppo bello per essere vero.

marcelo 3 - Marcelo Vieira, il campione venuto dal nulla

Due giorni dopo, Marcelo ha ricevuto un’altra chiamata, dove il Real Madrid, almeno era quello che dicevano di essere, lo volevano a Madrid appunto, per le visite mediche. Marcelo non ci credeva, aveva paura che fosse soltanto un brutto scherzo.

Pensa che fino ai 16 anni, Marcelo non sapeva cosa fosse la Champions League, lui si ricorda bene che era seduto in una delle stanze del Fluminense a Xerém, quando è iniziata una partita di calcio tra Porto e Monaco, la dirigenza era tutta davanti allo schermo, ma la partita era diversa da tutte quelle che conosceva, tutto era bello, il campo, l’organizzazione, si giocava alla sera, insomma fu in quel momento che Marcelo vide per la prima volta una partita di Champions, strano visto che dopo pochi anni l’avrebbe vinta quella competizione. Non tutti potevano permettersi di vedere una finale di Champions in Brasile in quegli anni, costava tanto per uno squattrinato come lui, pagare una piattaforma televisiva privata.

Appena arrivò a Madrid, andò subito a fare le visite, ha iniziato a firmare i contratti, non ci credeva, era tutto vero, vedeva uomini in giacca e cravatta, che lo portavano a destra e a sinistra per Madrid. Non lo sapeva ancora, ma pochi minuti dopo è sarebbe stato addirittura presentato al pubblico, non se lo aspettava proprio pure quello.

marcelo e roberto carlos - Marcelo Vieira, il campione venuto dal nulla

A soli 18 anni, iniziò così la sua carriera al Real, la famiglia dal Brasile, vede per la prima volta in TV il figlio con la maglia del nuovo club. Pensa che Marcelo è stato affiancato negli allenamenti al suo idolo Roberto Carlos. Era tutto incredibile per lui, giocare con Robinho, Emerson, Julio Baptista, Ronaldo il fenomeno, Beckham, Raul ecc. 

Nella prima stagione, giocò poco, ma allenandosi con giocatori così, è cresciuto tantissimo in poco tempo. Lo volevano dare in prestito, ma Marcelo rifiutò dicendo che avrebbe aspettato il momento giusto, imparando dagli altri con pazienza e grinta.

l’anno dopo Roberto Carlos andò via e così Marcelo iniziò a giocare di più, un’ascesa incredibile per lui, che con l’arrivo di Casemiro, ha creato un bilanciamento perfetto tra la possibilità di attaccare e quella di difendere.

conquistò sempre di più il club e quando conquistò anche la “decima”, giocando in finale e segnando pure, contro l’Atletico de Madrid, suo nonno era fiero di lui, quel nonno che ritagliava tutte le notizie uscite sui giornali che riguardavano il nipote, ma purtroppo morì dopo alcuni mesi, orgoglioso di Marcelo e di quello che stava facendo.

Marcelo conquistò anche la nazionale maggiore, infatti ha segnato subito al debutto contro il Galles nel 2006, ha giocato ben 2 mondiali di calcio. Conquistando una Confederations Cup nel 2013.

E’ ancora un giocatore del Real Madrid, con un palmarès invidiabile, 4 scudetti spagnoli, 2 coppe spagnole, 4 supercoppe spagnole, 4 Champions League, 3 Supercoppe Europee, 4 coppe del mondo per club!

Cosa chiedere di più ad un terzino così.

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