Tutta la Storia del mitico Rivaldo!

rivaldo gol - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

Oltre ad essere il classico numero 10, creando e sviluppando il gioco, ci illuminava gli occhi con gol stupendi, gol da bomber puro, gol per tutti i gusti!

Non è stato un caso che il nostro protagonista, sia stato il titolare con la mitica número 10 della Seleção Brasileira de Futebol per così tanto tempo. Senza dubbio è stato uno dei più grandi calciatori che il calcio abbia mai visto, ecco a tutti Rivaldo!

Rivaldo Vitor Borba Ferreira, è nato a Recife nello stato di Pernambuco in Brasile, il 19/04/1972. Da piccolo, il povero Rivaldo ha sofferto tanto insieme alla famiglia. Un’infanzia segnata da poche risorse, in una delle regioni meno sviluppate di tutta la nazione, ma vissuta con tanta dignità e sacrifici.

Rivaldo è il terzo di cinque fratelli, da piccolo, ma intendo piccolissimo, aiutava la famiglia a superare le difficoltà, vendendo panini, frutta e dolci a scuola, oppure caricando le borse della spesa all’uscita dei supermercati in cambio di qualche moneta.

Un infanzia ancora più in salita, dopo l’incidente mortale del padre, il Signor Romildo fu investito da un autobus e morì. Il padre mentore, lo spronava tutti i giorni a fare del bene e il meglio che poteva per cambiare il proprio destino, lo spingeva sempre a non mollare mai, a conquistare il suo posto nel mondo del calcio.

La vita del piccolo Rivaldo, non era solo tristezza e saudade del padre, ma con la sua tenacia e animo gentile, diventò anche una vita di allegria, calcio e successi.

rivaldo santa cruz - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

A 12 anni riuscì ad entrare nelle giovanili del Santa Cruz, dove per tutto il suo percorso ha sempre stupito la società, sentivano che il ragazzino era predestinato a qualcosa di grande.

Incantava tutti in mezzo al campo e come vedremo nel corso della carriera, soprattutto fuori dal campo, comportandosi sempre in modo naturale ed educato, umile e aperto alle critiche.

Santa Cruz 1991 - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

Dando esempio tutti i giorni della sua professionalità e carisma, un’attenzione verso il prossimo non comune.

Quando compì 19 anni, firmò il suo primo contratto da professionista, facendo il suo esordio subito dopo, un esordio giovanissimo, all’epoca debuttare con quell’età non era da tutti.

Rivaldo veniva considerato una punta in quel periodo, solo con il prosieguo della carriera ed in altri club diventò poi il centrocampista che conosciamo.

rivaldo mogi mirin - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

Dopo essere stato considerato il migliore calciatore della coppa under 21, viene preso immediatamente dal più importante Mogi Mirin, che ha creduto fin da subito sul giovane facendolo esordire in prima squadra.

Nel Santa Cruz, Rivaldo giocò 40 partite, segnando 36 gol.

Nella nuova squadra ha sorpreso tutti, giocando un calcio brillante, mettendosi in luce nella fine del 1993 a livello nazionale, dopo un bellissimo gol dal centro campo, una parabola che sorprese il portiere avversario e non solo.

Stava facendo così bene, che tutti iniziarono a sondare il nuovo craque, soprattutto il Corinthians, che per la fretta, lo ha chiesto in prestito. Andava così bene, che nello stesso anno fu convocato in nazionale a soli 21 anni.

Un traguardo importante, che ha portato fortuna alla sua carriera, proprio quella nazionale che avrebbe segnato la storia del calcio moderno.

Con il Mogi Mirin, Rivaldo ha giocato 40 partita, realizzando 24 reti. 

Peccato che poi al Corinthians non andò proprio bene, era partito alla grande nelle prime partite, poi è andato giù come il Titanic.

Non riuscì più a ripetere quel gioco brillante e spensierato che aveva nella ex squadra, forse il peso di essere arrivato in grosso club lo ha frenato.

Ha fatto un disastro nel Paulistão del 1994, giocando in maniera irriconoscibile, infatti il Corinthians pensate, lo ha addirittura scaricato!

Non fu più convocato neanche dalla nazionale, perdendo il biglietto per quel bel mondiale americano, proprio quel mondiale vinto dalla Seleção, contro una grande Italia in finale. Con quel rigore di Baggio che ancora risuona nella nostra testa. Con un Romario e Bebeto che hanno fatto un macello nelle difese avversarie.

Con il Corinthians, ha giocato 62 partite realizzando 22 reti.

RIVALDO2 - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

Rivaldo a questo punto cruciale della carriera non sapeva cosa fare, non arrivavano offerte, si è sentito perso, pensando per la prima volta di ridimensionare i progetti, forse tornando in un club più piccolo.

Ma poi, come se il destino, e suo padre gli vegliassero dall’alto, arrivò il Palmeiras e la Parmalat, che ha investito pesante su di lui, una scommessa costata ben 2,5 milioni di Reais. Fu proprio in questa squadra che Rivaldo si è messo in mostra in maniera definitiva, cambiando anche ruolo, diventando uno dei migliori centrocampisti offensivi della storia del calcio.

Nella prima stagione con il Palmeiras vinse lo scudetto, subito da protagonista, il nuovo ruolo da centrocampista offensivi, lo portava ad essere più efficiente davanti alla porta e con la sua ottima visione di gioco, riusciva a fare ottimi assist.

Giocava proprio sugli spazi lasciati dalla difesa avversaria, che nel marcare gli attaccanti, lasciavano spazio a Rivaldo.

rivaldo palmeiras - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

Non era un Palmeiras comune, per molti quel Palmeiras è stato il migliore di sempre, una squadra che segnò la storia del campionato brasiliano e mondiale.

Basta ricordare chi ci giocava, i calciatori principali erano:

Sérgio, Velloso, Mazinho, Antonio Carlos, Cléber, Tonhão, Roberto Carlos, Claudio, Cesar Sampaio, Daniel Frasson, Flavio Conceição, Edilson, Rivaldo, Zinho, Edmundo e Evair.

Uno squadrone guidato dal mitico Vanderlei Luxemburgo.

La cosa che più è piaciuta a Rivaldo durante il Periodo magico del Palmeiras, fu vincere titoli importanti in finale contro la sua ex e ora rivale Corinthians, una rivincita non da poco. 

Ha segnato 3 gol in finale del Brasileirão próprio contro la sua ex squadra, insomma ha fatto la storia del club.

Nel 1996, prima delle Olimpiadi fu venduto al Deportivo La Coruña, iniziando la sua grande carriera europea, un percorso incredibile, che lo portò al pallone d’oro nel 1999.

rivaldo4 - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

Nel Palmeiras giocò 97 partite, segnando 78 gol, che per un neo centrocampista non era poco.

Il Brasile nel 1996 era favorito per vincere le olimpiadi, tutto era iniziato alla grande, ma in semifinale in maniera del tutto inaspettata, il Brasile perse la partita contro una buona Nigeria. 

Il gol decisivo di quella finale sfortunata per la Seleção, fu un regalo da parte di Rivaldo, che facendo un brutto retropassaggio, sbagliando di grosso, fornì un assist al contrattacco Nigeriano che non perdonò.

Tutti pensavano che questa disavventura potesse condizionare la nuova avventura di Rivaldo in Europa, ma con l’aiuto della famiglia, con i consigli degli ormai ex compagni di squadra, fu incoraggiato e con la forza di carattere cambiò il suo destino.

Andò con la mentalità giusta al Deportivo, sostituendo il grande Bebeto, tornato in patria a giocare con il Flamengo.

La sua tecnica sopraffina e la suo posizionamento in campo, lo portarono ad una stagione meravigliosa, una delle migliori della sua carriera, nel campionato 1996/1997, fu sempre decisivo in Liga.

Rivaldo con el FC Barcelona - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

Facendo gol incredibili, in tutti i modi, su punizione, di testa, da fuori area, un repertorio acrobatico e completo che sorprese tutti. Portando la sua squadra al terzo posto in classifica finale.

Pensa che nella sua prima stagione in Europa è riuscito a segnare 21 gol giocando dietro alle punte, facendo assist importanti. Infatti a fine stagione andò subito al Barcelona, per 28 milioni di dollari, una cifra importante per l’epoca.

Le sfide per il nostro protagonista non finiscono mai, questa volta doveva sostituire Ronaldo il fenomeno, appena andato a giocare all’Inter, un compito difficile.

Una sfida che vinse incredibilmente, giocando meglio del fenomeno Ronaldo, vincendo da protagonista assoluto la liga spagnola 1997-1998, la coppa del Re e la supercoppa europea.

Nessuno se lo sarebbe aspettato di trovare un giocatore così, con quella tecnica sopraffina, con quel tocco preciso e morbido, con quella grazia nello stoppare il pallone, nel calciare la palla sempre nel modo giusto.

Si era inserito meglio nella tattica e gioco blaugrana rispetto a Ronaldo che non fu mai rimpianto.

E finalmente fu convocato in nazionale per il suo primo mondiale, un mondiale quello del 1998 dove si distaccò con partite memorabili, arrivando in finale contro la Francia di Zidane.

Ma come sappiamo, vinse la Francia, in una partita pazza, sia durante, prima e dopo, con Ronaldo che ha avuto le convulsioni, mille polemiche e storie ancora mal raccontate.

Nella stagione successiva, quella del 1998-1999, il Barcelona vinse ancora con Rivaldo protagonista, segnando gol bellissimi, che hanno cambiato la storia del calcio spagnolo.

Vinse sempre nel 1999 anche la coppa America con la nazionale brasiliana, infatti per merito di tutte queste vittorie, tra campionati spagnoli, coppe spagnole, supercoppa europea, coppa america e finale del mondiale appena disputato, Rivaldo conquistò il premio più ambito che ogni calciatore può ambire, il pallone d’oro 1999, come migliore calciatore del mondo.

rivaldo pallone doro - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

Il sogno si era avverato, suo padre sarebbe stato orgoglioso del piccolo, un traguardo sofferto, la storia di un giovane sempre umile, sia prima che dopo grandi successi.

Rimase al Barcelona fino al 2002, senza vincere più nulla ma incantando ancora tutti. Una storia senza tempo quella con il Barcelona, un legame del destino.

Nel 2002 però arrivò un’altro successo meraviglioso, quello della conquista del mondiale di calcio.

E’ stato un grande leader della seleção durante il mondiale del 2002, sempre decisivo, nel momento giusto lasciava sempre il segno. Un mondiale immenso, un mondiale da incorniciare.

Rivaldo nazionale - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

In quell’estate magico si trasferì al Milan dopo 230 partite, 136 gol e 4 titoli conquistati in spagna.

Il passaggio al nuovo club non fu facile, Rivaldo non stava bene fisicamente, non sembrava più quel calciatore magico di prima. Ha deluso le aspettative, tanto che poco dopo fu scavalcato nelle gerarchie da un giovanissimo kakà.

Un percorso disastroso, che molti hanno pensato che Rivaldo fosse ormai a fine carriera, così nel 2004, Rivaldo decise di ritornare in patria per mettersi in gioco nuovamente e cercare di recuperare un pò di quel bel calcio non più ritrovato in Italia.

rivaldo milan - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo
RIVLADO PASA EL BALON

Tornò a giocare con il suo Ex allenatore e grande amico Vanderlei Luxemburgo al Cruzeiro, ma la fortuna non era dalla sua neanche lì, dopo poche partite Vanderlei fu esonerato per problemi con la presidenza e lui assegnò le sue dimissioni per rispetto, seguendo Luxemburgo.

Un’altro duro colpo, che lo ha segnato profondamente, infatti per la prima volta pensò di smettere di giocare a calcio.

Ma tutti abbiamo tante altre possibilità di ricominciare nella vita, e Rivaldo non si sarebbe mai aspettato di vincere ancora di più nella sua nuova avventura, che durante tutta la sua carriera fino a quel momento.

Il destino lo portò fino in Grecia, tra le fila dell’Olympiakos, ritrovandosi finalmente ad un livello tecnico mai visto prima. Ha segnato la storia del club con partite bellissime, in Grecia non lo possono dimenticare, dopo 5 titoli in bacheca.

rivaldo olympiakos - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

Con il Olympiakos segnò 44 gol, uno più bello dell’altro, ma nel 2007 dopo problemi con la società, che non poteva più pagare lo stipendio, andò a giocare nel AEK Atene, facendo una buona stagione, con 15 gol in 25 partite.

Nel 2008 dopo 5 titoli conquistati in Grecia, va a giocare addirittura in Uzbekistan, con il Bunyodkor per 10 milioni di euro, rimanendo fino al 2010, una parentesi non di prestigio questa volta, visto il livello del campionato, una scelta puramente economica per un Rivaldo a fine carriera.

Nel 2011, si rimette in gioco, in una realtà calcistica molto più importante come quella del São Paulo, tornando a giocare in Brasile.

Rivaldo Sao Paulo - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

Si vedeva già che il nostro protagonista non era più quello visto in Europa, quelle stagioni nel campionato Uzbeko lo avevano ridimensionato, il suo fisico era molto inferiore alla media dei calciatori della serie massima brasiliana.

Soltanto in qualche sporadica partita è riuscito a esprimersi al meglio, ricordando gesta passate e giocate da pallone d’oro, era un panchinaro a vita oramai, cosa che non andava giù, ma la realtà era questa, dopo 46 partite disputate segnando soli 7 reti, lasciò il club, con la consapevolezza che la magia di una volta non c’era più.

Tra il 2012 e il 2013, è andato a giocare prima in Africa e poi ritornò in brasile al São Caetano, ma era tutto finito, era lontano anni luce da essere un calciatore di livello.

Ma secondo te lui si fermò a questo punto? No! Amava troppo il calcio e anche sapendo che non poteva più giocare alla grande, ritornò nel suo vecchio club, il Mogi Mirin, realizzando il sogno di giocare con il proprio figlio.

rivaldo e rivaldinho - Rivaldo: l’umile che conquistò il mondo

La gioia finì presto, per gravi problemi alle ginocchia nel 2015 appese le scarpe al chiodo.

La sua carriera era stata gloriosa, pensa che aveva giocato ben 1002 partite con i club, con 557 gol e 19 titoli in bacheca. Numeri stratosferici, poi con la nazionale aveva giocato 74, segando 34, sempre decisivi, riuscendo a conquistare 3 titoli tra cui il mondiale nel 2002.

Una leggenda vivente del calcio, un pallone d’oro meritato, un esempio di vita, sia dentro che fuori dal campo.

Una persona rimasta sempre umile, senza clamori mediatici, senza dichiarazioni da star, uno che non si è mai montato la testa, regalandoci gioie e buoni messaggi.

Il mondo ha bisogno di più Rivaldo.

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