ibrahimovic 7 - Zlatan Ibrahimovic il ribelle del calcio

Lui non è un giocatore qualsiasi, non è nemmeno un uomo qualsiasi, ma un vero mostro nel senso buono della parola.

Uno che riesce a fare cose incredibili con i piedi e un vero personaggio fuori dal campo, con interviste mitiche.

Si fa rispettare tanto, ha lasciato il segno ovunque ha giocato, ha cambiato la storia del calcio, per le sue giocate acrobatiche e tiri esplosivi che distruggono le porte avversarie.

Questo è Zlatan Ibrahimovic!

Nel giorno 3 ottobre del 1981 nella famosa città Svedese di Malmö, nacque il nostro protagonista.

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Figlio di un Idraulico e di una donna delle pulizie, immigrati jugoslavi, Ibra è cresciuto in un quartiere molto umile della città, il sobborgo di Rosengard.

 

Da piccolo già mostrava segni del suo carattere ribelle e anticonformista, un grande appassionato di calcio, specialmente del calcio brasiliano, infatti il suo idolo più grande diventò nell’adolescenza Ronaldo il fenomeno.

In una intervista all’inizio della sua carriera, ha dichiarato che voleva giocare all’Inter insieme a Ronaldo, un suo sogno che non sarà poi mai realizzato, con il suo idolo 4 anni più vecchio che come sappiamo ha cambiato aria mentre Zlatan cresceva. Non sono mai stati compagni di squadra, insomma il destino non li ha uniti.

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Con soli 10 anni iniziò ad allenarsi seriamente con una squadra piccola della città, il Balkan, con ragazzini più grandi di lui, mediamente 2 anni più vecchi.

Il piccola Zlatan non si comportava proprio tanto bene con gli allenatori e compagni di squadra, il suo carattere ribelle lo faceva sempre fare una azione fuori luogo.

Un personaggio da sempre molto egocentrico e allo stesso tempo fragile, si sentiva diverso, strano e molto solo.

Aveva problemi in famiglia con il padre alcolista e una sorella tossica, con gli assistenti sociali sempre alle calcagna, ma il calcio lo ha salvato.

Il suo calcio era così vibrante che tutti lo dovevano sopportare anche dopo le sue bravate, tra furti di biciclette, voleva sentirsi vivo, al centro dell’attenzione per la mancanza di affetto da parte della famiglia.

Giocò al Balkan dal 1991 al 1995, al Balkan se lo ricordano bene del ragazzino Ibra, in una partita dove la squadra perdeva 4 – 0, Zlatan entrò dalla panchina, segnando ben 8 reti e regalando la vittoria alla propria squadra.

Questa vittoria clamorosa e altre partite incredibili lo hanno portato con soli 13 anni al Malmö FF, una delle squadre più forti di tutta la nazione, era così talentuoso e da sempre forte fisicamente che non passò inosservato dagli scout.

Ha continuato sempre a fare casino dentro e fuori dal campo, ma brillava sempre durante le partite, un livello molto superiore ai coetanei, e questo lo faceva rimanere in squadra, una squadra che lo doveva perdonare sempre, come faceva a perdere un calciatore così forte per le bravate.

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Ai 18 anni iniziò subito la carriera da professionista sempre al Malmö, un inizio di carriera incredibile, nella prima stagione riesce a segnare il suo primo gol subentrando quasi sempre dalla panchina, poi nella stagione successiva con la squadra retrocessa in serie B, il debuttante Ibra riuscì, ora titolare fisso, a fare una grandissima stagione, pensa che nella stagione 1999/2000 con le sue ottime prestazioni riportò il club in serie A, segnando 12 gol in 26 partite.

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Ha fatto così bene per la sua età, che l’Arsenal si era interessato molto al neo calciatore, infatti fu chiamato a fare dei provini, ma Zlatan disse: “Zlatan non fa provini”, infatti c’era già l’accordo per portarlo tra i Gunners di Wenger, ma tutto saltò perché Zlatan non voleva fare il provino finale richiesto da Wenger.

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Dopo questa trattativa andata male, arrivò a gamba tesa l’Ajax, che lo prende senza richiedere il famoso provino.

Con soli 21 anni Ibrahimovic diventò il calciatore più costoso della Svezia di sempre, un traguardo storico, il primo dei tanti record che poi conquisterà.

Nel 2002, nella finale della coppa olandese, il mondo iniziò a conoscere le incredibili giocate di Ibra, dopo aver fatto il gol decisivo e una partita importante, si fa notare vincendo la coppa, iniziando a conquistare i suoi tifosi che in un primo momento erano scettici su di lui.

Ma la conquista definitiva, la rivelazione definitiva, che lo ha proiettato verso la gloria calcistica, avvenne nei mesi successivi, in quella stagione fu al dir poco incredibile, in una partita contro il Nac Breda, riesce a segnare un gol difficile da spiegare. Un gol da fenomeno assoluto.

Debutta con una doppietta contro il Lione in Champions, e con l’Ajax vince 2 scudetti olandesi, niente male. Con la Squadra dell’Ajax ha giocato 106 partite segnando 46 gol, ma che gol!

Nell’estate del 2004, arriva la Juventus, che lo voleva fortemente, dopo ottime stagioni con l’Ajax, il giocatore fu acquistato per 16 milioni, un’operazione che si rivelerà azzeccatissima per tanti motivi, dal guadagno futuro sul cartellino del calciatore e anche dal fatto che Ibra fu decisivo nella vittoria per lo scudetto.

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Con la Juventus come sappiamo vinse per due volte lo scudetto, o meglio, non li vinse perché con calciopoli poi è successo un casino, in una delle stagioni “vincenti” fu il capocannoniere della squadra e miglior calciatore del club. 

Nella seconda stagione ha fatto soli 10 gol, contro i 16 della prima, e le sue prestazioni sempre intercalanti, con un comportamento come sempre molto aggressivo in campo con i compagni e con gli avversari, ricordiamo il pestone a Cordoba e la testata a Mihajlovic e la rissa con Zebina, essendo cintura nera di TaeKwonDo e alto un metro e 95 di sicuro non ha avuto problemi nel confronto..

Una cosa importante da dire, ma sai che dietro a Ibrahimovic c’è Raiola? Solo lui poteva mettere in riga un personaggio così.

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Nel 2006 andò all’Inter, in tre anni con i nerazzurri, ha conquistato 6 titoli, grandi imprese per lui con 66 gol e 29 assist, un fenomeno in casa nerazzurri, ma per finanziare la rivoluzione Mourinhana, fu ceduto al Barcelona, per 49 milioni più Eto’o, una scelta quella della società che ha portato il club al triplete.

Ha fatto la storia dell’Inter un vero trascinatore in mezzo al campo, con partite indimenticabili, acrobazie da arti marziali e con Mourinho poi è esploso definitivamente vincendo un campionato meraviglioso per lui, il problema rimase sempre quella Champions dove non si trovava mai bene, infatti ha segnato solo 1 misero gol.

Ibrahimovic non conquisterà mai la Champions, infatti secondo molti è rimasto male dalla scelta dell’Inter, perdendo la possibilità di vittoria in questa competizione, ma voleva anche lui cambiare aria, infatti si era già creata una frattura tra lui e i tifosi dell’Inter,  andando al Barcelona pensava di farcela a vincere con uno squadrone che aveva Messi in campo e Guardiola in panca.

Ha avuto una buona media di gol, ma non si è mai trovato bene con i nuovi compagni e soprattutto con l’allenatore, un allenatore come sappiamo molto particolare che non ama chi se la tira e arriva in Ferrari al campo di allenamento sentendosi un Dio!

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Diciamo che non fu una grandissima tragedia, visto che vinsero insieme comunque sia una supercoppa di Spagna, una supercoppa UEFA e il mondiale per club.

Ma la sintonia che aveva con messi in campo e soprattutto fuori iniziò a morire, non si trovarono più e tutto andò a puttane.

Ma nel 2010 dopo una sola stagione con il Barça andò al Milan, e con il Milan come abbiamo visto fu solo gioia, un calcio champagne.

Infatti se guardiamo i numeri, capiamo subito che con il Milan ha fatto qualcosa di clamoroso, perché segnò 56 gol in sole 85 partite, conquistando 3 titoli, parliamo di un Milan di altri tempi ma Ibra fu comunque decisivo con gol incredibili.

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Con il Milan ha ritrovato finalmente la gioia, dopo un periodo buio, infatti in molte interviste Ibra dice che il Milan ha regalato nuovamente la voglia di giocare e stupire.

Al Milan ancora dei vecchi senatori, con Gattuso, Inzaghi, Pirlo, Nesta, Seedorf. Giocatori che regalavano un grande stimolo. Poi con i nuovi arrivi, tra Ronaldinho e Robinho lo spettacolo era garantito.

Riportando lo scudetto nuovamente al Milan, era in arrivo una nuova sfida parigina per Ibra, nel 2012, andò al Psg e poi il resto è storia ahahah, si dai che non vi devo mica raccontare gli ultimi anni di Ibra, se non lo hai seguito sei un pirla!

Buon calcio!

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