Lui è stato il più grande bomber della storia del Flamengo, e il terzo della nazionale brasiliana di calcio con 67 gol.

Un giocatore Brillante e carismatico, che ha sempre conquistato i tifosi dove ha giocato.

Uno capace di entrare nella storia per la bellezza delle sue giocate,partecipando a tre mondiali, quello argentino nel 1978, quello spagnolo del 1982 e quello messicano del 1986.

Lui è l’icona del Flamengo, uno dei migliori giocatori di tutti i tempi, ora conosciamo meglio la carriera di Zico!

Artur Antunes Coimbra, è nato in un piccolo quartiere il Quintino Bocaiuva, in una zona molto umile al nord di Rio de Janeiro, il 3 marzo del 1953.

zico bambino - La storia di Zico

Per questo motivo fu soprannominato da piccolo, il “Galinho de Quintino”, cioè, il “Galletto del Quintino”. Ha iniziato a giocare da bambino il futsal, come da scuola brasiliana, in una squadra formata da amici e conoscenti nel suo piccolo quartiere del Quintino.

La squadra si chiamava Juventude de Quintino, e fu proprio lì che iniziò a spiccare il volo, dimostrando un talento superiore alla maggior parte dei ragazzini.

Voleva crescere di più, così nel 1967 entrò nella scuola calcio del Flamengo, la squadra in cui avrebbe poi fatto la storia del calcio.

Era così bravo che nel 1969 trascinò la propria squadra alla vittoria del campionato carioca Juniores e nel 1971 giocò la sua prima partita nella squadra senior, ma lui era molto più piccolo rispetto agli altri.

Giocò 17 partite e segnò due gol con il Flamengo senior, ma con l’arrivo di Zagalo, che credeva fosse stato lanciato troppo presto, bruciando i tempi per lo sviluppo totale del calciatore, ha deciso di farlo tornare nella squadra primavera per potersi sviluppare di più, ma in questo modo Zico ha perso la possibilità di andare a giocare le olimpiadi, una delusione molto forte.

Ma era così bravo che diventò subito titolare della squadra primavera, e vinsero nella stagione successiva del 1972 il campionato carioca in maniera sorprendente.

Zico11 - La storia di Zico

Ha dovuto fare una cura atletica e ingrassante, perché era molto piccolo e magro, una cura che non li piaceva molto, doveva fare anche alcune iniezioni ormonali, ma che comunque lo hanno portato a prendere 33 chili e 17 centimetri.

Infatti solo dopo aver raggiunto il peso forma desiderato ha potuto diventare uno da prima squadra a livello definitivo.

Dopo la cura e una crescita tecnica, diventò titolare della squadra con il tempo, facendo uscire il suo carattere sempre forte ma rispettoso di tutti, ha chiesto la maglia numero 10, il suo sogno si stava realizzando, dal 1978 il Flamengo è entrato ufficialmente nell’era Zico, una storia d’amore che non ha né confini né tempo.

Ma facciamo un passo indietro.

Nel 1973, Zico ritornò nel professionale dalla primavera, ma era ancora un panchinaro secondo l’allenatore, che non lo vedeva ancora pronto.

In questa stagione conquista il suo primo trofeo da professionista, la coppa Guanabara, in quella stagione riesce a giocare 52 partite segnando 13 gol, non male, facendo vedere il suo potenziale alla società e soprattutto all’allenatore.

Il 1974 invece fu un anno importantissimo per il nostro protagonista, si è guadagnato la titolarità, una titolarità che poi rimase a vita.

Nella stagione dove vestì la numero 10 per la prima volta, conquistò il campionato carioca come migliore calciatore della competizione,e poi per finire in bellezza conquistò la “bola de Prata” e la “bola de ouro” come miglior centrocampista e calciatore del campionato brasiliano.

Nella stagione 1975 il Flamengo non vinse nulla, ma Zico che aveva compiuto 22 anni, era diventato una bandiera della squadra, continuando a fare tanti gol e ottime prestazioni, fu subito il capocannoniere della coppa Guanabara e del campionato carioca.

Nel Brasileirão giocò molto bene da vincere nuovamente il premio della “Bola de Prata” come migliore centrocampista della competizione, pensa che è riuscito a segnare ben 51 gol in 76 partite.

zico monografie - La storia di Zico

Nel 1976 Zico ha avuto una delle peggiori, se non la peggiore stagione della sua carriera, tutto sembrava andare nel modo giusto, ma durante la finale della coppa Guanabara, finita 1 a 1 nei tempi supplementari, Zico andò a battere i rigori, sbagliando il suo e decretando poi la sconfitta del Flamengo, facendo vincere un Vasco da Gama molto carico.

Fu la prima volta che subì le critiche e sentì parolacce sul suo conto dalla tifoseria, ma alla fine dopo tutte le critiche iniziali, ha conquistato per la prima volta la maglia della seleção brasileira de futebol, un sogno che aveva da bambino.

Nel 1977 Zico andò sempre alla grande, il Flamengo non vinse titoli, ma lui fu il capocannoniere del campionato carioca e delle eliminatorie per il mondiale del 78, fu considerato il miglior giocatore delle americhe e nuovamente “bola de prata”.

Nel 1978 ha fatto una stagione incredibile, vincendo subito la Coppa Guanabara e Rio, campioni carioca, con lui ancora capocannoniere della competizione.

Sempre nello stesso anno, arriva il suo primo mondiale di calcio, Zico aveva 25 anni e molti si aspettavano un Zico trascinatore, infatti la seleção verdeoro, ha fatto un buon mondiale, senza perdere nemmeno una partita, ma all’epoca il mondiale aveva un’altro regolamento, ed il Brasile arrivò terzo, una delusione visto l’ottima prestazione di Zico e compagni.

Nel 1979 secondo molti fu la stagione migliore di Zico, con 81 gol in 70 partite, numeri stratosferici per il calcio di oggi, ma anche per quel calcio. Hanno vinto tutto quello che c’era da vincere a Rio, Zico oramai era conosciuto non solo in Brasile, ma veniva seguito anche all’estero.

Nell’80’ oltre a vincere la tazza Guanabara, Zico per la prima volta vinsee il campionato nazionale brasiliano, segnando tanti gol, diventando il capocannoniere del campionato.

Nel 1981, Zico fece la sua miglior stagione a livello di titoli e premi, aiutando la nazionale ad entrare nel mondiale del 1982, una nazionale considerata ancora oggi, una delle migliori di sempre.

Con il Flamengo invece conquistò ancora la taça Guanabara, il campionato carioca, e poi la Libertadores, la coppa intercontinentale sudamericana. La finale contro il Cobreloa entrò nella storia del calcio per la violenza della squadra cilena. Che non poteva giocare a pari livello contro il Flamengo e quindi hanno cercato di metterla sui contrasti e risse in mezzo al campo. Il Flamengo dopo tre partite riuscì a battere i propri avversari con due gol decisivi di Zico, dove la risposta del Flamengo, senza cadere nella trappola avversaria, fu soltanto tecnica e tattica, vincendo la competizione più importante per un club sudamericano.

Alla fine dello stesso anno, Zico e il suo grande Flamengo andarono a giocarsi il mondiale per club in giappone, il titolo più importante della storia del club fino ad oggi. La finale fu Flamengo e Liverpool, e il Flamengo ha ingoiato la squadra avversaria, già nel primo tempo il tabellone segnava 3-0 per la squadra brasiliana.

Zico fu eletto il miglior calciatore della partita, e per questo motivo sempre nello stesso anno Zico fu eletto il miglior calciatore delle americhe e poi eletto anche come il miglior calciatore del pianeta. Una stagione gloriosa per il piccolo galinho.

zico contro italia - La storia di Zico
5 Jul 1982: Zico (left) of Brazil and Claudio Gentile of Italy mark each other during the World Cup Second Round match at the Sarria Stadium in Barcelona, Spain. Italy won the match 3-2. Mandatory Credit: Allsport UK /Allsport

Nel 1982, tutto sembra ricominciare come sempre, il nostro protagonista vince la taça Guanabara, ormai una consuetudine, segnando più gol di tutti. Anche in campionato andò tutto bene, insomma stava arrivando il suo secondo mondiale nel miglior modo possibile.

Quel Brasile era magico, in tutte le partite affascinava gli spettatori, ogni azione era un capolavoro della estetica, un calcio magico, ma come sappiamo contro una grande Italia la seleção si fermò.

zico brasile - La storia di Zico

Un’Italia che ha vinse per 3 a 2, in una partita sofferta e entrata nella storia del nostro sport. Una delusione brasiliana segnata dal fatto che ritrovare quei fenomeni tutti insieme sarebbe stato quasi impossibile.

Ma Zico non poteva essere tanto deluso da quella stagione, perché è riuscito a conquistare il titolo brasiliano per la seconda volta, come capocannoniere, miglior centrocampista e miglior giocatore!

Nel 1983 stupì sempre di più gli appassionati, conquistando nuovamente il brasileirão, e il titolo come miglior calciatore del pianeta.

Ma tutto cambiò alla fine di quell’anno, per 6 miliardi di lire, l’Udinese riuscì a convincere il Flamengo e il giocatore a firmare un cartellino di tre anni. Una sorpresa incredibile per tutti, sia per i tifosi brasiliani che quelli italiani.

Nessuno poteva pensare che un giocatore del calibro di Zico potesse andare a giocare proprio in Friuli.

I tifosi dell’Udinese erano in delirio totale, il magico Zico a casa loro, era una cosa sconvolgente per l’epoca. C’è stata una festa clamorosa in tutta la città, cose che non si sono più viste da allora.

zico milan - La storia di Zico

In quella prima stagione Zico non ha deluso le aspettative, divertendo sempre il suo pubblico e non solo, con partite mitiche. Ha fatto la storia del club con tanti gol, ben 19 in 24 partite, non male per un esordio in serie A, con tattiche diverse e difese molto più forti, Zico ha sorpreso tutti con mitiche punizioni, tra le più belle di sempre in Italia.

L’Udinese finisce al nono posto in Serie A, non era una delle squadre che lottavano per il titolo, e questi tutti lo sapevano, Zico comunque lasciò il segno ed è arrivato a solo un gol dal primo in classifica capocannonieri, finendo la stagione con 24 segnati in 33 partite.

Nella stagione 1984/1985 Zico purtroppo ha giocato troppo poco, colpa di tanti infortuni, ha infatti giocato solo 20 partite e segnato 6 gol, una delusione per tutti in Italia, tutti i tifosi erano dispiaciuti dalla situazione, uno dei più grandi calciatori di sempre fermo ai box per motivi di salute.

A peggiorare ulteriormente la situazione, lo stato italiano ha accusato Zico di non versare come dovrebbe i contributi fiscali, così Zico decise di chiudere il contratto con l’Udinese e tornare in Brasile.

Tornando a Rio e alla sua ex squadra del Flamengo nel 1985, aveva l’obiettivo di tornare ai suoi livelli di prima, tutto per essere convocato per il suo terzo mondiale di calcio del 1986.

L’anno inizia molto bene con la conquista della coppa Rio, ma nell’agosto dello stesso anno è successo uno spartiacque nella carriera del giocatore, in una partita contro il Bangu, il difensore della squadra, Marcio Nunes, entra in modo criminale sulle gambe di Zico, spaccandogli la gamba sinistra.

Il calciatore è rimasto per molti mesi in convalescenza, da quel momento in poi il nostro protagonista non è più stato lo stesso in campo, non ha mai recuperato del tutto il grave infortunio.

Ma a 33 anni Zico ritorna a giocare nel 1986 per il Flamengo, non ha mollato, cercando di rimettersi in forma il prima possibile, anche se non era al meglio, voleva giocare e difendere la squadra del cuore.

Sono riusciti a vincere due titoli dello stato di Rio de Janeiro, andava tutto abbastanza bene, ma i dolori al ginocchio ricominciarono sempre più forti, non era più il giocatore brillante di prima, non riusciva a esprimersi al meglio.

Fu convocato lo stesso per il mondiale, quasi un atto dovuto, non si poteva immaginare quella nazionale senza di lui, infatti ha voluto sopportare il dolore al massimo che poteva e con lo staff medico della nacionale brasiliana, sono riusciti a tamponare il problema con qualche iniezione.

Tele Santana, l’allenatore della squadra, lasciò Zico però in panchina, non se la sentiva di metterlo in campo dall’inizio, lo utilizzava a fine partita quando le squadre avversarie erano già stanche.

Nella partita contro la Francia, una partita sofferta, il Brasile stava pareggiando 1 a 1, ed il centrocampo era molto stanco, così Tele, decide di chiamare Zico nel secondo tempo.

Zico entrò carico come non mai, doveva risolvere le sorti della sua nazionale, ed il suo primo tocco sul pallone procurò un rigore a favore della sua squadra, un assist perfetto. Andò lui a batterlo, ma il portiere avversario era più lucido, riuscendo a parare il rigore a Zico.

La partita va decisa ai rigori, ma la seleção sbaglia due rigori, con Socrates e Julio Cesar decretando l’eliminazione della nazionale brasiliana. Zico esce nuovamente da un mondiale, una competizione non molto fortunata per lui.

Dopo il mondiale Zico fa due interventi al ginocchio, la situazione era delicata, ma non ha mai mollato, era deciso a tornare e regalare altre magie al mondo, è rimasto pensa un anno intero fermo per recuperare.

Tornato nel 1987, Zico ricomincia molto bene, ritrovando la felicità che aveva perso, il pubblico lo aspettava, l’allegria dei tifosi con il suo rientro era palpabile, tutti emozionati e calorosi nei suoi confronti.

Non vinsero titoli, era una squadra modesta, ma a livello di spettacolo e coinvolgimento, fu una delle migliori stagioni per il Flamengo.

Tra il 1988 ed il 1990, conquista altre due coppe Guanabara, segnando tanti gol, e conquistando sempre un posto speciale nel cuore di tutti i tifosi brasiliani, un esempio di tenacia, di perseveranza e di pensiero positivo.

alla fine della stagione 1990, Zico ha voluto lasciare il Flamengo e l’attività, pensa che con questa squadra è ancora oggi il calciatore che ha segnato più gol nella storia del club, 508 gol in 732 partite e ben 25 titoli, numeri da Dio del calcio.

zico japon - La storia di Zico

Nel 1991, Zico però sorprese tutti, andò a giocare in Giappone, al Kashima Antlers, una squadra che disputava la serie A giapponese, aveva già 38 anni, voleva solo divertirsi e insegnare calcio a quel popolo.

Nel Kashima giocò dal 1991 al 1994, segnando 64, niente male per un vecchietto con il ginocchio rotto. 4 titoli in bacheka!

Nel 1994, possiamo dire, finalmente! Zico appende le scarpe al chiodo.

La sua carriera da calciatore iniziata nel 1971, fu incredibile, una esplosione di successi ed energia, ancora oggi riscalda i nostri cuori, con 29 titoli conquistati rimane in maniera indelebile nella storia del calcio, un calcio che ci manca, un’epoca d’oro per lo sport, con valori dimenticati in mezzo all’oceano di pensieri e soprattutto di soldi.

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