Il volo spezzato: Mauro Bertarelli

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Spezzato è proprio il termine giusto per la carriera di Mauro Bertarelli, talento della Sampdoria anni ’90, che vide spezzare una carriera promettente a causa di tanti, troppi infortuni.

Talvolta capita di guardare dietro di sé, chiedendosi cosa sarebbe potuto accadere e invece non è stato. La carriera di Mauro Bertarelli si è interrotta nel momento dell’ascesa, spezzata da un gravissimo infortunio che lo ha confinato su palcoscenici minori, dopo un lungo calvario.
Chi ha avuto modo di vedere in campo quell’esile attaccante talentuoso, tecnico e mobile, ha la consapevolezza che le sue doti avrebbero potuto portarlo in alto, se il destino non si fosse intromesso in una cupa serata settembrina.

Figlio di Giuliano Bertarelli, attaccante di Spal, Cesena e Fiorentina negli anni ’70, Mauro muove i primi passi sul campo dello Jesi, con cui esordisce in serie C2. L’Ancona lo aggrega alla formazione Primavera nel 1988 e l’anno seguente lo gira in prestito al Rimini, dove può giocare con continuità. La stagione si rivela soddisfacente e Bertarelli è pronto per essere uno dei protagonisti della squadra marchigiana, promossa in serie A nel 1992.

La Juventus acquisisce il cartellino del giocatore, che nel frattempo ha conquistato l’Under 21, e lo cede alla Sampdoria insieme ad altre giovani promesse (CoriniSerenaZanini) nell’ambito dell’operazione che porta al trasferimento di Vialli in bianconero.

L’avventura nella Samp parte in sordina; nelle prime due stagioni, infatti, la giovane seconda punta non è titolare fisso e mette a segno soltanto quattro reti, due delle quali però particolarmente significative: il sigillo personale nel derby del ’92-’93, conclusosi con la netta vittoria blucerchiata per 4-1, e il goal nella finale di Coppa Italia ’93-’94, terminata con un roboante 6-1 sull’Ancona.

L’avvio della stagione 1994-1995 è brillante: dopo un ottimo precampionato, Bertarelli conquista un posto da titolare. Le premesse per la vera e propria esplosione ci sono tutte, ma il 29 settembre tutto cambia. Nel ritorno del primo turno di Coppa delle Coppe contro i norvegesi del Bodø Glimt, l’attaccante subisce un terribile scontro con un avversario.

Lombardo piange con le mani sul capo nel vedere il dolore del compagno e il terribile stato del suo ginocchio che, dopo aver compiuto due torsioni completamente innaturali, riporta lesioni gravissime, dalla rottura del legamento crociato alla lussazione della rotula. Seguiranno alcune operazioni e una lunga riabilitazione, dopo le quali il giocatore non potrà comunque riprendersi completamente. Una carriera promettente viaggia verso un destino spezzato.

Dall’infortunio al rientro in campo per alcuni spezzoni di partita trascorrono oltre due anni. Bertarelli viene ceduto in prestito all’Empoli, per poi passare al Ravenna in serie B.

Deve comunque svolgere allenamenti specifici e le condizioni fisiche ne centellinano l’utilizzo, nonostante le doti si intuiscano ancora.

In seguito al ritiro nel 2002, è rimasto nel mondo del calcio, dedicandosi al settore giovanile della Jesina.

La carriera di Mauro Bertarelli è una sinfonia incompiuta, ma sono bastate poche note per non scordare una melodia udita a metà degli anni novanta, che raccontava di un talento puro fermato troppo presto dal destino, a un passo dal sogno.

Irrimediabilmente spezzato.

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